XXI. Inventario.

31, Rue Simonet – Paris 13

Il giovane Aumont abita nell’appartamento che è stato del nonno. Lo si vede rientrare tardi la sera e il sabato pomeriggio salire le scale con la sua ragazza per mano. Vanno a chiudersi in casa e a Sébastien piace incrociarli e sentire le loro risa salire di piano in piano: sono loro adesso la coppia più giovane nel palazzo.

Madame Poulain. Vedova di Monsieur Poulain, Madame conserva due cose della vita coniugale: il figlio e il gatto. Monsieur Poulain era orologiaio, cantava in un coro e ha continuato a credere per anni nell’amicizia maschile tra i suoi vicini piuttosto che rassegnarsi a condividere il pianerottolo con una coppia gay.  Madame Poulain spolvera la foto del marito accanto alla bomboniera di Limoges e finalmente sorride. Adesso si perde volentieri in chiacchiere e compare sulla soglia quando sente i cani di Sébastien di ritorno dalla passeggiata.

I Bonnet. La giovane Madame Bonnet e i suoi tre figli. Ultima ad essere entrata nella citofoniera di palazzo, la vita da divorziata di Madame Bonnet è monitorata con disapprovazione da Monsieur Leval che la sospetta di relazioni immorali di cui probabilmente sente egli stesso la mancanza.

Madame Mercier. Arriva in punta di piedi allo spioncino da cui sorveglia il resto dell’umanità di cui diffida. È ancora molto bella; di poche parole ma gentile. Tiene la televisione spenta e ascolta la musica lirica alla radio.

Monsieur Leval. Impiegato della Société Générale in pensione, consigliere di palazzo auto eletto. Maschera la sua propensione al pettegolezzo fingendo un responsabile interesse per tutto quando possa pregiudicare una quieta vita condominiale. Pedante ma fondamentalmente per bene.

Gli amici di Sébastien e Victor.

 

Coco.

All’anagrafe César, Coco veste da donna da quando aveva tredici anni e sognava di diventare una bluebelle. Commessa in un’esclusiva pelletteria di rue Marceau, veste Chanel  fripe  e nessuno conosce la sua età esatta.
È incapace di cucinare, incline a trasporti passeggeri e ha una risata imbarazzante. Tuttavia è  autenticamente impossibile fare a meno della sua rara umanità una volta conosciuta.

 

 

Jerome.

Una vecchia checca di squisita gentilezza, riservatezza garbata e fine gusto sartoriale. Vive con un coniglio, Nureyev, e con le conseguenze di un attacco ischemico.

 

 

 

 

Sara e Daniel  sopravvivono con alterna fortuna alle numerose attività in cui sono coinvolti i loro quattro figli: Marie, Louis, Amandine e il piccolo Gilbert.
Rose, la mamma di Daniel, abita in Alvernia e non ha nessuna intenzione di trasferirsi a Parigi – non posso: qui ho il mio giardino. Una sua visita significa un invito a cena per mangiare il suo aligot.

  Nora. Deve il suo nome alla madre, danese e lettrice di Ibsen. Ha un’erboristeria, due bassotti e cucina i biscotti con la cannella ogni Natale. Riprende a fare la maglia ogni volta che una delle sue imprudenti storie d’amore finisce.