8. La notte di capodanno.

Al supermercato un quarto d’ora prima della chiusura. Tre casse aperte e una lunga fila di persone. Con poca spesa però. Monsieur Leval è seduto all’entrata, alla sinistra delle cassette in cui ritirare gli acquisti fatti altrove e le borse troppo grandi. Parla e ride con gli amici come se la festa la facessero lì. Victor lo avvicina e gli augura buon anno e lui lo chiama per la prima volta per nome:
– O Victor auguri. Buon anno.
Victor gli stringe la mano e si china a baciarlo. Monsieur Leval non è più giovane e si commuove.
In coda alla casse abbiamo nel carrello una decina di cose. Dietro di noi due uomini anziani aspettano insieme.
– Come faccio a rispondere? – dice il più basso fissando il telefono.
– Striscia questo – gli risponde l’altro facendo scorrere il suo indice sullo schermo.
Hanno con sé una bottiglia di spumante. La tiene contro il petto quello che sa usare il telefonino.
– Se volete passare – dico girandomi indietro. Aspetto che mi raggiunga Victor con i cartoni del latte.
Il più basso non ha capito bene e comunque sta pensando a cosa rispondere. Intanto l’altro rifiuta l’offerta:
– no, grazie. Passiamo il tempo.