10. La candeggina.

È la terza volta che mi dicono che il farmaco che mi ha prescritto il dottor Cluzet non esiste. L’ultima volta era una pomata. Non si tratta di decifrare la grafia di Cluzet – le ricette le compila al computer da anni – ma di non trovare in catalogo niente che assomigli alla medicina che ho chiesto.
Esco e vado nella farmacia dei dottori Odent François e figli, boulevard de Sébastopol, dove trovo ciò che mi occorre.
Comunque continuo a entrare nella piccola farmacia in rue Saint-Martin dove in inverno c’è il vaporizzatore acceso con un buon profumo di pino che fa sembrare tutto più ordinato. Aspetto che la dottoressa con i capelli corti castani mi dica a voce bassa da dentro i suoi maglioncini di cachemire color pastello che non sa come aiutarmi e che la collega in maniche corte si avvicini per confermare la resa e me ne vado. Si avvicina lentamente spostando il peso dei suoi fianchi larghi.
Probabilmente se a servire ci fosse solo la collega non ci andrei così spesso. Non mi piace come si appoggia al banco per guardare il cliente spingendo all’indietro i suoi occhiali spessi: è chiaro che non ha voglia di raccogliere lamentele e nemmeno di dare consigli.
Contano su una clientela fidelizzata, assuefatta ai servizi di una piccola farmacia. Pensionati soprattutto. E comunque non c’è mai da fare la coda.
Oggi un uomo ha atteso che la dottoressa gli desse il resto per chiedere se una volta il negozio non fosse più grande. Evidentemente voleva raccontare di aver vissuto nel quartiere e di essersi trasferito fuori città. Gli hanno detto che la farmacia ha sempre occupato una stanza e semmai il bancone era sistemato sul lato più lungo.
Mi è parso strano non poter dire di aver frequentato la farmacia già allora. Pretendo una conoscenza esclusiva dei luoghi che segnano la mia topografia personale della città. Rivendico anche i ricordi.

 

All’uscita mi ha assalito la spinta del vento freddo che da ieri alza le foglie e rotola la carta sui marciapiedi. Il vento è inconsueto a Parigi; non ci siamo abituati: basta entrare in un negozio per dimenticarlo. E lui ti aspetta all’uscita.
Davanti al Centre Pompidou un operatore stava provando l’inquadratura e Fabrice Bouillon di France 5 nella sua consueta mantella nera diceva qualcosa sulla mancanza di fondi a un tale con i baffi che aveva l’aria di avere freddo. Poi l’ho sentito gridare qualcosa sulla luce naturale.

Sono arrivato al chiosco insieme a Monsieur Bezançon, il corriere. Da qualche mese si occupa lui stesso delle consegne: ha dovuto licenziare il ragazzo che serviva la mia zona  perché non riusciva a garantirgli lo stipendio e adesso si divide il lavoro con il genero.
Non so dove metterò i volumi che escono con il numero del venerdì di Le Monde. Jane Austen: un bel inizio. Ma non c’è un pubblico di lettori; non in edicola. E i primi numeri stanno sempre in confezioni enormi. Poi ci sono le riedizioni dei fumetti degli anni Settanta ma quelli riesco a venderli.
È un tipo preciso Monsieur Bezançon; si toglie un guanto e controlla l’ordine. Si asciuga la fronte e il cranio completamente calvo perché suda anche in inverno. Poi prende dal cruscotto il palmare e vede nel vano portaoggetti sotto il cambio la sua vecchia gatta. La prende nelle sue mani grandi per rimetterla sul sedile a fianco al suo, sul gilet con i colori dell’azienda che ha scordato di indossare.
– è diventata cieca. Il furgone lo conosce bene ma finisce lo stesso per cadere. Si incastra lì sotto e poi si fa male – dice tenendo il palmare perché io possa firmare.
Controlla e mi chiede di rifarla. Sarebbe meglio:
– scusi ma se non si sta sulla linea poi non la riconosce.
La sua mole mi supera di almeno una ventina di centimetri e lo sento piegato sopra di me.
Prima di andare via mi dice che va a comprare la candeggina e lascia il furgone con le quattro frecce vicino al mio chiosco. Per me va bene.
Apre la portiera e tira fuori due borse rimpicciolite che spiega davanti a me:
– la candeggina è meglio chiuderla in due borse. Non si sa mai.

On se revoit. Avec plaisir.

Sébastien écrit le mardi 11 février.